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7 settembre 2010
Gianfranco Fini, professionista nel gioco politico italiano - Le Figaro - Traduzione Hurricane 53
Il presidente della camera dei deputati ha proposto unpatto a Silvio Berlusconi per portare al termine la legislatura. 
Domenica sera Gianfranco Fini ha proposto a SilvioBerlusconi “di dare vita ad un patto che permetta di arrivare fino alla fine della legislatura”, nel 2013. In un importante discorso, durato oltre un'ora e che segnava il suo rientro politico dopo un'estate infiorata da accuse ed insulti, il presidente della camera dei deputati ha affermato che non intendeva impedire al presidente del Consiglio di governare. “E' un suo diritto ed è necessario che lo possa esercitare liberamente”. Per chiarire la sua posizione, Fini ha aggiunto che non intendeva né fare scissioni, né cambiare campo alleandosi con la sinistra, ma neppure tentare di formare una maggioranza che si collochi al centro della scacchiera politica. In compenso ha criticato duramente la sua recente espulsione per “incompatibilità politica” dal “Popolo delle libertà” (PDL), il partito di Silvio Berlusconi di cui era cofondatore. Un atto, secondo il suo punto di vista, “autoritario, profondamente antiliberale, degno dello stalinismo”. Il “PDL è finito, il PDL non esiste più”, ha ripetuto. Gianfranco Fini non è stato più morbido con il capo dell'esecutivo, accusato di “appiattirsi” davanti al suo alleato della lega Nord e di “genuflettersi” davanti al colonnello Gheddafi. Un modo di far comprendere che non intende affatto lasciarsi intimidire: “Governare non significa comandare” ha affermato. E di chiedere a Silvio Berlusconi di rispettare il Parlamento, “poiché in una democrazia, i poteri devono restare equilibrati”. Molto applaudito da diverse migliaia di sostenitori, riuniti nella piccola località di Mirabello, non lontano da Ferrara (Italia del Nord-est), Gianfranco Fini ha indicato il cammino intende seguire con i suoi. Riforma della giustizia Sulla giustizia, difenderà la norma che preserva la funzione del capo del governo nell'esercizio delle sue funzioni “senza offrirgli d'altro canto un'impunità permanente”. Auspica, tuttavia, che la riforma della giustizia “non sia realizzata contro la magistratura”; una critica diretta degli attacchi violenti del presidente del Consiglio contro alcune Corti. Altro tema sensibile: il federalismo fiscale, caro alla LegaNord. Gianfranco Fini non si opporrà a condizione che sia “equo e solidale” e“non vada a scapito del mezzogiorno”. Tra una settimana, Silvio Berlusconidovrà chiedere la fiducia del Parlamento al governo su cinque riforme(giustizia, fisco, federalismo, mezzogiorno e sicurezza) che considera fondamentali. Nel tono piuttosto conciliante, il discorso di Gianfranco Fini, aumenta l'ipoteca di elezioni anticipate a breve. Il presidente della camera si è quindi dichiarato convinto che il “realismo” del presidente delConsiglio avrà la meglio e che saprà “mettere da parte qualsiasi forma di ostracismo” nei suoi confronti. I pretoriani di Berlusconi hanno reagito sostenendo divedere in questo discorso solo “una provocazione” ancor prima di criticare la sua “incoerenza”. Resta da vedere se il presidente del Consiglio la penserà allo stesso modo. Nei sondaggi, il PDL non naviga più al 38% come in occasione delle elezioni del maggio 2008, ma è sceso sotto il 30%. Richard Heuzé Le Figaro Traduzione Hurricane 53
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